Quasi un milione di persone oggi operano nel no-profit, contro i 400mila degli anni ’90 e secondo le previsioni degli osservatori di categoria la cifra continuerà a crescere e le professionalità ricercate sempre più complesse e specializzate.
Cresce la domanda di figure quali: il Fund Raiser, Professionisti della Comunicazione No-Profit, Web Manager, Project Manager ed Europrogettisti.
Si tratta di attività che raccolgono sempre più ampi consensi perchè sono a metà strada tra il volontariato e il lavoro ma richiedono specifici percorsi formativi. E dal momento che le aspettative nei confronti del no-profit sono cresciute, le proposte formative da parte delle Università e degli Enti specialistici si sono strutturate in offerte di interessanti master. Alcuni esempi.
La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa offre il master specialistico nel peacekeeping; l’Università di Bologna quello sul ‘Fund raising e management etico’; l’Università di Urbino propone il master ‘Lavorare nel non profit’; l’Università di Trento organizza il master in ‘Gestione di organizzazioni non profit e cooperative sociali’, l’Università di Ferrara ha progettato il master in ‘Economia non profit e cooperazione allo sviluppo’.
Gli esperti della ricerca e selezione spiegano i cambiamenti che hanno interessato il settore: se in passato contava molto la motivazione personale, oggi sono prese in considerazione le esperienze, in particolare, attestazioni di volontariato internazionale, conoscenza di almeno 2 lingue straniere, un master post lauream e tra le caratteristiche personali devono figurare il problem solving e una spiccata capacità organizzativa.
Va precisato che le retribuzioni si mantengono su un 25% più basso di quelle del for-profit per quanti hanno esperienze pregresse, anche per profili manageriali, mentre per i junior la tipologia contrattuale è a progetto o a tempo determinato, in quanto le Associazioni no-profit e le Ong ottengono finanziamenti su progetti. Eppure il salario basso non costituisce un deterrente: infatti, sono sempre più numerose le persone che preferiscono scegliere un’attività lavorativa in linea con i propri principi etici e morali e dare un senso di completezza alla loro essenza: ossia lavorare per ciò in cui fortemente si crede e per cui vale veramente la pena lottare. Insomma un lavoro che faccia parte del proprio senso della vita.