Gli USA si sa sono forieri di novità per tanti aspetti della vita, anche quella lavorativa e, a fronte di numerosi casi di disadattamento provocati dal mal d’ufficio, hanno messo a punto una formula vincente che ha il sapore del buonsenso pratico nostrano. La tecnica dell’empatia.
Secondo i dati di ricerca dell’Osservatorio Europeo che testa il clima aziendale (Eiro, European foundation for the improvement of living and working conditions) ben il 28% dei lavoratori afferma che il fattore determinante del proprio livello di stress è il clima in ufficio. Competizione, incomprensioni, tensione da raggiungimento degli obiettivi ma anche invidie e gelosie mettono fuori gioco al termine della giornata lavorativa ben il 23,2% delle persone. Insomma capita sempre più spesso che interagire con i colleghi e con i propri responsabili (a loro volta stressati) diventi motivo di conflitto perchè si parte con il piede sbagliato nella relazione d’ufficio. Ma facendo ricorso alla tecnica dell’empatia si riduce lo stress negli ambienti di lavoro. Come? Semplice, l’empatia è un atteggiamento che pone le persone in una condizione di ‘ascolto’ dell’altro, del collega in questo caso, e consente in questo modo di recepire le esperienze che sta vivendo il collega e comprenderne lo stato d’animo. Questo favorisce anche un altro aspetto non trascurabile, il ‘go down positivo’: l’interlocutore (il collega o il responsabile) percependo un’attenzione diversa, più umana, invece della solita risposta sbrigativa, non si sentirà ignorato o addirittura giudicato e di conseguenza adotterà lui stesso un atteggiamento più empatico e così sarà proprio come il gioco del go down, dove un mattoncino in caduta ne farà cadere un altro e questo a sua volta un altro ancora e via con una catena di cadute, sì, ma in positivo! E il clima in ufficio diventerà mano a mano più disteso.
Quindi gli ingredienti per la ricetta ‘buon clima in ufficio’ sono i seguenti: