Sicuramente la condizione della donna nel mondo del lavoro è un argomento dibattuto e controverso. Se in paesi come la Norvegia si fanno leggi che promuovano il numero di quote rosa nei consigli di amministrazione delle aziende quotate in borsa, in altri paesi, compresa l’Italia, si arranca per riuscire a raggiungere una quota dignitosa di donne a cui è consentito entrare nella ‘stanza dei bottoni’.
Questo processo evolutivo è tuttavia accompagnato da una serie di aspetti problematici e spesso contraddittori che impediscono ancora oggi l’effettivo raggiungimento di una parità sostanziale tra uomo e donna.
Su queste premesse di reale sciupio di cervelli femminili le principali università italiane hanno progettato dei percorsi formativi sulle gestione delle diversità in azienda e su come valorizzarla.
In linea di massima l’obiettivo dei Master elencati di seguito è quello di offrire una panoramica formativa interessante per quanti desiderano acquisire un bagaglio di conoscenze teoriche e di competenze tecniche per rendere operativo il principio della parità e il valore della differenza, visto come elemento di valore aggiunto.
L’Università di Firenze organizza un master di secondo livello sulle ‘Politiche educative, diritti delle donne e pari opportunità’. Il percorso dura un anno e si pone l’obiettivo di analizzare le cause della discriminazione sessuale con un approccio interdisciplinare che esamina aspetti sociologici, legislativi, politici e storiografici.
Anche la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha pianificato un percorso di un anno interamente in lingua inglese, di primo livello, ‘Arts in Human rights and conflict management’, suddiviso in due fasi: la prima che si snoda nella struttura universitaria e la seconda che si articola in stage presso organismi internazionali.
L’Università di Cagliari ha recentemente attivato un master in ‘Esperti in promozioni delle pari opportunità’; infine l’Università di Trento sta promuovendo un master di primo livello in ‘Politiche di Genere nel mondo del lavoro’.